Contatti

 

 

Flag Counter

*Donazioni*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Home

 

 

"Rai due pesi due misure"

 

 

 

BLOG - ARTI   AUDIOVISIVE

Nessuna   Interferenza

Navigo    Editando    Storie    Solitarie,

Unicamente    Narrando    Assenze

In    Nuova    Tendenza    Elettiva,

 Raccogliendo    Fatti    E    Riverenza,

Enumerando    Nomine

Zigzagando    Avvertenza

©Simona Bellone    pres.    caARTEiv    2019

appunti - disappunti

riflessioni - Curiosità

Nessuna pubblicità, solo essenza!

Redazione

 

 

Versione per

IPhone - Android

IPad - Tablet

 

 

 

 

 

 

 

PDF

Articolo

ARTI   AUDIOVISIVE   2022

ARTICOLO

 5 - "Rai due pesi due misure

14/11/2022

La Rai è la stessa ditta che ci obbliga alla presenza di Achille Lauro blasfemo volgare stonato e promuove parolacce volgari dei Maneskin ed altri al Festival di Sanremo, poi addita un’etichetta minuta sulla maglietta dello showman Enrico Montesano e la palpatina del cantautore Memo Remigi ?

Essere blasfemi contro la religione ed essere maleducati e volgari contro etica e morale è già una presenza che in Rai non dovrebbe esserci.

Lo show discutibile di Lauro, poteva essere proposto in serata alternativa a parte o a teatro, con una scaletta lapalissiana di quanto il pubblico si sarebbe visto promuovere.

Invece ce lo siamo visto imposto in prima serata, non consenzienti, provocando l’indignazione della massa e di enti pubblici e privati.

Preferisco i veri talenti italiani che sbagliano ad indossare una maglietta o a far la corte virile ad una ragazza.

La Rai usa due pesi e due misure a censurare questo o quel ago nel pagliaio, tralasciando un elefante a girovagare nei propri studi, in base a propria convenienza monetaria e di audience.

È noto che al Festival di Sanremo comandano le casi editrici più potenti, propinandoci ciò che vogliono far piacere alla massa del pubblico di ragazzini, assuefatti dalle mode.

Ci ritroviamo così obbligati ad accettare una scaletta discografica che ha poca sostanza e scarsa originalità, lasciando spazio a provocazioni contro tutto e tutti, per vendere giornali e far cassa.

Più ci sono parolacce, più si è trend, più si stupisce con un atteggiamento ed un vestiario sopra le righe, più si ammaliano le folle giovanili estasiate.

La Rai stessa promuove valevoli programmi culturali in Rai 3 od in tarda serata e notturna nelle altre due emittenti, come i programmi di Piero ed Alberto Angela, ma poi si lascia prendere da ciò che dice la massa, o ciò che comanda la politica.

Di certo hanno sbagliato Enrico Montesano ad indossare una maglietta retrò presa a caso in fondo all’armadio, che richiamava una politica messa al bando da 60 anni, ed anche Memo Remigi a concedersi quella virilità in più nei confronti di una collega affascinante, con cui aveva confidenza, entrambi in diretta Rai.

Meritavano ammonizioni e multe, perché l’etica e la moralità ci suggeriscono di comportarsi bene di fronte alla gente, come ci insegnano a scuola o in famiglia, ma non di certo la censura totale dagli schermi di tv di Stato.

Paragonati ai beniamini trap e rap che vanno in voga tra i giovani, con nei testi volgarità, sesso, soldi e droga facili, hanno avuto un trattamento da censura ante guerre mondiali.

Oramai la Rai ha sdoganato interamente il testo “4/3/1943” di Lucio Dalla nel corso degli anni, e non ha più avuto i freni appropriati per dire, “fermiamoci ad un certo punto”.

La competizione canora Eurovision song contest ha censurato le parolacce e la volgarità dei Maneskin, facendo cambiare loro i versi della canzone in gara. La Rai, invece, per il Festival di Sanremo non lo fa più, anzi, propone al pubblico ogni provocazione possibile per attirare i giovani.

Suggerirei anche un passo indietro di comportamento di alcune figure femminili, che se pur di talento, molto spesso si esprimono sopra le righe, senza censura alcuna, dando fastidio alla massa pagante il canone.

Se pur simpatiche ed argute, Selvaggia Luccarelli esagera con l’arroganza con le sue verità, e Luciana Littizzetto per far ridere deve per forza parlare di sesso, tanto che se all’una ed all’altra togliessero questi difetti, ci sembrerebbero noiosamente banali, da come siamo tanto abituati ad ascoltare gli uomini comici che non hanno più censure in campo risata con la rivoluzione degli anni ‘60.

Il pubblico credo che abbia invece compreso che la lotta femminista ha invece combattuto per ottenere come risultato figure professionali quali Serena Bortone Monica Setta Bianca Berlinguer, al pari dei colleghi uomini, solo per citarne alcune.

Se d’altro canto la Mediaset si è sempre concessa programmi trash, essendo stata sempre commerciale, mirata a “rubare” pubblico alla concorrente tv di Stato, non si comprende perché la Rai che ci obbliga ancora al pagamento del canone, voglia rendersi commerciale concedendosi sempre più cadute di stile fuori luogo e tempo.

Spero che dopo un’ammonizione ed una multa adeguata, e il linciaggio mediatico subito, (che meriterebbe un risarcimento danni), Enrico Montesano e Memo Remigi, vengano riammessi in Rai, perché la loro impeccabile carriera di veri talenti italiani sovrasta i loro piccoli errori di sbadataggine l’uno, e di virilità l’altro.

Inoltre, se pur senza esagerare con la censura come in passato, come sarebbe bello respirare pulito in un Festival di Sanremo non solo più creato ad hoc per attirare i giovani, ma sempre più inclusivo per mantenere la presenza del pubblico di adulti, che ha perduto nell’ultimo decennio.

Ricordiamoci sempre, che il futuro dell’umanità si basa sull’insegnamento dei propri avi, parolacce e volgarità compresi, e non è giusto che le famiglie si adoperino per sgridare il comportamento sbagliato dei propri figli, quando accendendo la televisione la propaganda mediatica propone tutto il contrario.

Simona Bellone 14/11/22 

 

 ©Simona Bellone - simona.bellone@gmail.com @SimonaBellone

 www.simonabellone.it - www.caarteiv.it - www.nessunainterferenza.it

www.condividendocultura.it