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“Non c’è Festival di Sanremo 2 senza 3 e 4 ma Amadeus

dove vuole arrivare con la discomusic?” 

 

 

 

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ARTI   AUDIOVISIVE   2022

ARTICOLO

 4 - “Non c’è Festival di Sanremo 2 senza 3 e 4 ma Amadeus dove vuole arrivare con la discomusic?”

05/03/2022

       Il Festival di Sanremo desta sempre attenzione al pubblico, perché è ormai inevitabile domandarsi “Chi ci sarà a Sanremo quest’anno?” tanto quanto ci chiediamo “Che tempo farà domani?”, insomma come un mantra meteorologico musicale.

Ci si pone il quesito da sempre per sapere come fa un piccolo borgo rivierasco ad attirare tanta folla in mesi invernali non sempre propizi alla villeggiatura, ma la risposta è presto pronta: un carrozzone esecutivo che coinvolge molteplici realtà lavorative, da quelle turistiche a quelle discografiche, se funziona non si interrompe.

Se dapprima la musica era sempre al centro dell’attenzione al Festival dei Fiori, ora lo sono i gossip, la moda, le performances, lo show, e poi in secondo piano una kermesse di cantanti scelti, sempre in base ad audience fra i giovani e visualizzazioni youtube, senza far caso a cosa propongono alla massa ipnotizzata.

Ultimamente Amadeus, che ha acquistato notorietà con i quiz televisivi, in base alle proprie esperienze da deejay in discoteca, chiama o questo o quel cantante giovane più o meno belloccio, più o meno stravagante, più o meno noto, ma quasi esclusivamente fra i giovani.

Ci offre un contentino per farci star buoni, dato che ci chiediamo da anni, “chi è quello che canta quest’anno sul palco dell’Ariston?”, offrendoci alcuni vip veterani che da sempre piacciono a tutti, per una carriera affermata, lasciandoci invece l’incombenza di sorbirci a forza, una ventina di canzoni confezionate per la discoteca, con rap a tam tam e parole a raffica, tralasciando la canzone d’autore fuori Sanremo.

Diciamolo chiaramente, chi si ricorda chi ha vinto le ultime edizioni con cosa ha cantato, non dico subito perché le radio ce le bombardano per almeno sei mesi a raffica random, ma dopo qualche anno?

Tutti rimpiangono gli anni ’60 ’70 ’80 dove veramente sono usciti fior di cantanti e cantautori, che anche se non hanno raggiunto il podio, si sono guadagnati carriera e stima in Italia, ed alcuni, anche nel mondo.

A paragone degli ultimi 3 decenni, possiamo invece solo contare una manciata di canzoni all’anno e tanti artisti sconosciuti che hanno smesso di cantare, per prodigarsi in altri mestieri, o sono rimasti nell’ombra arrancando in serate nei locali più disparati.

Ma tanti del settore diranno “Però Amadeus ha fatto audience e perciò lo riconfermiamo”, e noi dobbiamo per forza ringraziare un presentatore che ha sdoganato parolacce e blasfemie, con rap e discoteca?

D’accordo, un tempo la censura era eccessiva, ma adesso non c’è più neanche un pizzico, per correttezza, etica, moralità e buon senso, tanto che “culo” oramai si preferisce citarlo meglio del sentimento, si denigrano le suore saltellando da vecchie rock star, ed un artista, o pseudo tale “alloro da nave”, deve sempre imporsi da quattro anni, spacciandosi per un Dio profano che gioca con doppi sensi e travestimenti di cattivo gusto, copiando anche artisti ben più virtuosi del passato anni ’70, ma anche se stesso (premiato a S.Marino per miglior voce per “Eurovision Song contest”? Allora ad Arisa o Mina, solo per citarne due valevoli di due generazioni a confronto, dovrebbero ricevere il premio “Ugola divina”! Istituitelo ma con vera giuria meritevole di giudicare!). Quest’ultima citazione è dovuta in ricordo, dato che tale artista che la Rai gli ha aperto le porte e continua a promuovere senza censure, era un ex spacciatore, rapinatore e ladro, come da ammissione in suo precedente repertorio.

Questo Sanremo 2022 verrà ricordato per fortuna per la presenza di un poliedrico evergreen Massimo Ranieri che con il suggestivo capolavoro  “Lettera di là dal mare” scritta da Fabio Ilacqua, si è aggiudicato il Premio della critica Mia Martini, della sala stampa, che da sempre sceglie canzoni valevoli e non solo per “audience disco-music”.

Anche graditissima a pari merito la presenza dell’eterno ragazzo Gianni Morandi con l’effervescente  “Apri tutte le porte” scritta da Jovanotti, ha meritato un terzo posto e il premio Lucio Dalla, nonché il duo si è aggiudicato la miglior cover dei loro successi, a dimostrazione che il connubio fra autori e cantanti di generazioni diverse può essere foriero di perle sia discografiche che valevoli.

Il miglior testo se l’è aggiudicato Fabrizio Moro con “Sei tu”, per il premo Sergio Bardotti, e per miglior composizione musicale Elisa con “Ora sei tu”, con il premio Giancarlo Bigazzi: il testo e la musica della canzone di Massimo Ranieri erano più meritevoli.

            Non ha lasciato traccia la partecipazione della Iva Zanicchi, che con un brano “Voglio amarti” da colonna sonora di telenovela, è rimasta ancora ad un repertorio anacronistico, che la vide vincente negli anni ´70, ma si è riscattata per la partecipazione deludente del Sanremo 2009 con “Ti voglio senza amore”, dato che ora canta che vuole un uomo da amare per amore.

Per le cover hanno colpito anche Massimo Ranieri e Nek con “Anna verrà” di Pino Daniele, ma anche Irama e Gianluca Grignani con “La mia storia tra le dita”, gradite citazioni ed omaggi a successi internazionali di matrice italiana.

E´ da far notare che il giovane cantautore Irama con la canzone dedicata alla propria nonna, “Ovunque sarai” avrebbe meritato un posto d’onore e un premio, e “Le vibrazioni” con “Tantissimo” sono i maggiori esponenti del rock italiano che meriterebbero più considerazione ed allori, al pari di altra band Maneskin confezionata per scimmiottare i rocker americani del passato, per scalare le classiche del “Eurovision song contest” 2021 (con testo censurato da parolacce e volgarità), e quelle statunitensi con costumi copiati dai nostri celeberrimi “Cugini di campagna”.

Si è distinto per voce e composizione anche Yuman con “Ora e qui”, artista che potrebbe esplodere all’estero con canzoni italiane tradotte in inglese, ma purtroppo anch’esso non ha ricevuto premi.

Le varie giurie hanno riconfermato al primo posto un Mahmood in coppia con Blanco, con “Brividi”, (anche se il rap improvviso stonava nel contesto come la parola puttane”), brano che sinceramente mi ha colpito di più e si è fatta maggiormente comprendere, con la versione amatoriale con chitarra di Chiara Canzian, figlia di Red Canzian dei Pooh.

In effetti, il brano si perde con le eccessive armonizzazioni a singhiozzo arabeggianti, e con due voci e presenze maschili, perde enfasi: l’avrei apprezzata meglio con coppie collaudate come Anna Oxa e Fausto Leali, due voci di differente impatto e sonorità che insieme si complementano ad hoc in una canzone d’amore.

Quest’anno si è voluto erroneamente aprire la serata cover alle canzoni non solo sanremesi, e si è anche esagerato ad importare le canzoni di paesi esteri: siamo o non siamo il Festival della canzone ITALIANA?

Come si può notare, prediligo come molti italiani, gli autori del passato, ma ho sempre occhi e ed orecchi vigili a cantautori giovani, se lo meritano, esprimendo giudizi non pilotati da case discografiche o Rai.

Tralascio nomi e canzoni che non meritano nota, altrimenti farei uno scempio di giudizi poco decoroso, esortando i non nominati a provare di più il brano in gara, lasciando orpelli vestiari per scioccare la gente, suggerendo di frequentare scuole di canto, nonché di dirottare le proprie composizioni a ritmi più classici, lasciando perdere la musica usa e getta stile trenino di Capodanno, e di redigere testi con più poesia, e versi più concisi e con meno parole a rima purtroppo banale e scontata, censurando parolacce e volgarità che lasciano il tempo che trovano.

Buon Sanremo a tutti, sperando che Amadeus, ormai entrato da protagonista sanremese a ripetersi negli anni a venire come direttore artistico e presentatore, come fu per Pippo Baudo, cambi criterio di assumere cantanti e cantautori, scegliendo sempre più belle voci ed artisti noti che hanno un presente discografico ancora prolifico, relegando la discomusic e il rap e trap ad un revival più adatto,  risuscitando le competizioni “Disco per l’estate” e “Festivalbar”, a lui tanto care.

Simona Bellone 5 marzo 2022.

 

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